Iperidratazione

L’aumento dei liquidi biologici viene indicato col termine di iperidratazione o di ritenzione idrica e che può essere o meno accompagnato da una ritenzione di sali determinando così tre diverse situazioni:

  • ritenzione di sali maggiore a quella dell’acqua (ritenzione ipertonica): si osserva in seguito all’introduzione di soluzioni saline concentrate; nello spazio extracellulare si accumula una soluzione ipertonica, di NaCl ad esempio, che ne aumenta l’osmolarità provocando un passaggio di acqua dall’interno all’esterno delle cellule fino a ristabilire l’equilibrio osmotico avendo effetto una iperidratazione extracellulare e disidratazione cellulare.
  • ritenzione di sali uguale a quella dell’acqua (ritenzione isotonica): si ha nel caso di un notevole apporto di soluzione fisiologica; poiché il liquido introdotto è isotonico non vi è passaggio di acqua tra l’interno e l’esterno delle cellule, esso rimane nello spazio extracellulare e se aumenta sensibilmente inibisce la secrezione dell’ormone antidiuretico ed allontanato con un’aumentata diuresi.
  • ritenzione di acqua superiore a quella dei sali (ritenzione ipotonica): si ha una espansione dello spazio extracellulare con diminuzione della pressione osmotica, per compenso si determina un passaggio di acqua dell’esterno all’interno delle cellule e come effetto la pressione osmotica diminuirà in entrambi i comparti. La causa è quasi sempre una eccessiva produzione di ADH che determina un esagerato riassorbimento renale di acqua. Questa sindrome può essere asintomatica o accompagnarsi ad edemi più o meno evidenti.