Regolazione dell’acqua nell’organismo

La regolazione dell’acqua nell’organismo dipende dalla funzione escretoria renale e da un sistema di recettori che segnalano la necessità di assumere acqua (il senso della sete) che deriva dall’eccitazione di centri nervosi localizzati nell’ipotalamo.

I reni contengono unità funzionali (nefroni) costituite da un glomerulo circondato da una capsula, detta di Bowmann, che si continua in un tubulo costituito da una parte contorta prossimale, l’ansa di Henle, una parte contorta distale ed un collettore. Attraverso la parete dei capillari che costituiscono il glomerulo si ha un processo di ultrafiltrazione del plasma: ogni minuto si formano circa 125 ml di ultrafiltrato (corrispondente a circa 180 litri/giorno) e poiché l’urina che arriva in vescica è circa 1 ml/min, durante il passaggio attraverso il tubulo renale debbono essere riassorbiti 124 ml di acqua, più del 99% del filtrato glomerulare.

Questo riassorbimento dell’acqua segue quello dei soluti, in particolare del sodio, e si indica come riassorbimento obbligatorio dell’acqua perché avviene in modo indipendente dalla situazione idrica dell’organismo.Grazie a questo riassorbimento i 15-20 ml di liquido che giungono all’ansa di Henle sono costituiti da un liquido isotonico dato che il riassorbimento dell’acqua è stato proporzionale a quello del sodio. Durante il percorso nell’ansa di Henle il liquido subisce alcune modificazioni e ciò che sbocca nel tubulo contorto distale è ipotonico poiché vi è stato un riassorbimento di sodio senza un proporzionale riassorbimento di acqua.

Il riassorbimento di acqua nel tubulo contorto distale dipende dall’azione di un ormone secreto dalla postipofisi, l’ormone antidiuretico (ADH) o vasopressina.

La funzione di tale ormone è quella di permeabilizzare l’epitelio del tubulo contorto distale e del tubulo collettore in modo da riassorbire l’acqua.

In assenza di ADH il riassorbimento di acqua a livello del tubulo contorto distale e del tubulo collettore è minimo e si ha massima diuresi acquosa con eliminazione di grandi quantità di urine a bassissima osmolarità. Se invece l’ADH è secreto in quantità elevata si può giungere alla massima antidiuresi in cui si ha l’eliminazione di una scarsa quantità di urina con elevata osmolarità.

La secrezione di ADH è sotto l’influenza di stimoli dovuti a variazioni dell’osmolarità plasmatica o a variazione del volume plasmatico (volemia). I recettori delle variazioni della osmolarità plasmatica (osmorecettori) si trovano a livello dell’ipotalamo anteriore. Una diminuzione della pressione osmotica del plasma provoca una inibizione della secrezione dell’ormone antidiuretico e l’eliminazione con le urine di una notevole quantità di acqua finché non è stata ripristinata la normale pressione osmotica del plasma. L’inverso si verifica nel caso di un aumento dell’osmolarità del plasma.

I recettori del volume (barorecettori) si trovano nel seno carotideo, nell’atrio sinistro del cuore, nelle vene polmonari. Una riduzione del volume plasmatico è lo stimolo più efficace per la liberazione di ADH mentre un aumento ne inibisce la secrezione.