Curva da carico di glucosio

CURVA DA CARICO

In molti casi un disturbo del metabolismo glucidico non è rilevabile con la semplice determinazione della glicemia a digiuno, o perché è troppo lieve o perché è ancora in fase iniziale della sua evoluzione. Dato che il diabete è una malattia fatalmente progressiva e a grande diffusione, una diagnosi precoce è davvero importante. A tale scopo indicativo è il comportamento del tasso di glucosio ematico sotto particolari stimoli in grado di impegnare in modo pronunciato i meccanismi della regolazione glicemica, mettendone in evidenza eventuali limitazioni funzionali. Con i “test di tolleranza al glucosio” si cerca di stabilire l’intensità con cui un individuo risente di un apporto adeguato di glucosio ed il tempo che egli impiega a recuperare l’equilibro fisiologico. Le prove di più largo impiego sono le curve glicemiche da carico di glucosio. La prova da carico orale è quella più comunemente effettuata: dopo aver prelevato un primo campione di sangue (glicemia di base) si fa bere una determinata quantità di una soluzione di glucosio al 50% (50g/dl) dove la quantità di glucosio da somministrare è di 1g/Kg peso. Dopo l’assunzione del glucosio si effettuano prelievi ogni mezz’ora nelle tre ore successive: a 30’, 60’, 90’, 120’, 150’, 180’ ed i risultati della glicemia vengono riportati su un diagramma cartesiano, con sull’ascissa i tempi e sull’ordinata i livelli di glicemia in mg/dl. Si ottiene in tal modo la cosiddetta curva glicemica. Nei diabetici, il decorso della curva da carico è funzione della gravità del disordine metabolico ed il reperto tipico è il riscontro di valori glicemici più elevati, in genere accompagnati da glicosuria, e, soprattutto, il fatto che la fase discendente è ritardata tanto che, trascorse le tre ore, il ritorno alla norma ancora non si è verificato. Questo riscontro è proprio del diabete e di tutte quelle condizioni morbose (ipersurrenalismo, disfunzioni dell’ ipofisi, della tiroide, ecc.) in cui si ha un deficit relativo di insulina. Anche nell’insufficienza epatica la curva glicemica da carico è spesso elevata, e soprattutto prolungata, perché nel fegato un alterato metabolismo del glucosio abbassa il ritmo della sintesi del glicogeno. Una curva piatta, invece, si riscontra quando c’è un eccesso d’insulina (iperplasie o tumori del tessuto insulare) o quando l’organismo per un deficit di antagonisti dell’insulina, è particolarmente sensibile all’azione di tale ormone.