FERRO

Nell’adulto sono contenuti 4-5 g di ferro distribuito fra i diversi tessuti e suddiviso in alcune frazioni:

  • Ferro emoglobinico: è la parte quantitativamente più importante, 60-70 % del ferro totale, si trova nei globuli rossi dove entra nella composizione dell’emoglobina;
  • Ferro mioglobinico: la mioglobina è una molecola simile all’emoglobina, presente nei muscoli cui conferisce il tipico colore rosso; rappresenta il 3-4 % del ferro totale;
  • Ferro parenchimale: si trova distribuito nei vari tessuti dove entra nella composizione di importanti enzimi e dei citocromi, indispensabili per le cellule;

 Queste tre forme sono fra loro simili poiché in esse il ferro è legato al nucleo porfirinico e costituiscono il ferro attivo.

D) Ferro di deposito: una quota importante di ferro è presente come forma di deposito nel sistema reticolo endoteliale, in particolare nel fegato, midollo osseo e milza. Il ferro di riserva è presente sotto due forme: ferritina ed emosiderina.

La ferritina è un complesso costituito da un nucleo centrale di idrossido di ferro e da una proteina, la apoferritina; la presenza del ferro stimola la formazione della apoferritina ma se la quantità di ferro nelle cellule è così elevata da soverchiare l’apoferritina, si deposita come emosiderina.

La ferritina è largamente diffusa nell’organismo e nelle cellule della mucosa intestinale dove riveste particolare importanza per l’assorbimento ed il metabolismo del ferro.

La emosiderina è la seconda forma di accumulo del ferro ed è probabilmente formata da aggregati multipli di ferritina, tuttavia il ferro in essa contenuto è meno prontamente disponibile di quello della ferritina.

La concentrazione della ferritina nel siero è correlata con le riserve di ferro in modo più preciso della sideremia, quindi la sua determinazione costituisce un indice più valido della sideremia delle riserve di ferro.

E) Ferro di trasporto: una piccola quantità di ferro è contenuta nel plasma (0.1 % del ferro totale) e costituisce il ferro di trasporto. Nel plasma il turnover giornaliero del ferro è circa 27 mg di cui 21 provengono dalla distruzione dei globuli rossi ed il resto dal ferro di riserva. Nel plasma il ferro non è libero ma legato ad una proteina, la transferrina, che ha il compito di trasportare il ferro dal tubo digerente ai depositi tissutali e da questi al midollo osseo dove è utilizzato dagli eritoblasti per la sintesi dell’emoglobina. Ogni molecola di transferrina lega due atomi di ferro ed in condizioni normali nel plasma circa un terzo è legata al ferro (transferrina satura) mentre due terzi no (transferrina insatura).

Il ferro è largamente diffuso negli alimenti sia vegetali che animali, ma il suo contenuto è generalmente basso. Con una dieta normale un individuo assorbe circa il 10 % di tutto il ferro ingerito, la parte non assorbita viene eliminata con le feci. L’assorbimento del ferro avviene lungo tutto l’intestino, specie nel duodeno, diminuisce man mano che si scende verso le parti basse del tenue ed è influenzato da numerosi fattori. Il primo di questi è il pH del succo gastrico: mentre negli alimenti il ferro è in forma ferrica (Fe3+), l’assorbimento avviene in forma ferrosa (Fe2+) ; l’acidità del succo gastrico facilita la ionizzazione, ostacola la formazione di composti insolubili e favorisce la trasformazione degli Fe3+ (ferrici) in Fe2+ (ferrosi). Questa trasformazione è facilitata da numerose sostanze riducenti, in primis la vitamina C. Lo ione ferroso (fe2+) assorbito dalla mucosa intestinale può passare nel plasma legandosi alla transferrina oppure si lega alla apoferritina presente nelle cellule della mucosa intestinale formando ferritina dalla quale viene poi liberato e passa alla tranferrina plasmatica. Dato che nella ferritina il ferro è in forma ossidata (Fe3+), il passaggio al plasma implica una riduzione ad Fe2+: ciò è favorito dalla presenza di sostanze riducenti e dall’intervento di un enzima, la xantinoossidasi. Anche nella transferrina il ferro è presente in forma ferrica (Fe3+) e la ossidazione dell’ Fe2+ proveniente dai tessuti a Fe3+ della transferrina è catalizzata dalla ceruloplasmina. La transferrina trasporta il ferro dalle cellule della mucosa intestinale ai depositi tissutali e ai tessuti emopoietici: man mano che gli ioni ferrici sono sottratti al sangue dai tessuti emopoietici, aumenta la quota di tranferrina insatura che può caricarsi di ferro proveniente dai depositi tessutali o dalle cellule della mucosa intestinale. Del ferro liberato dalle emazia distrutte, il 20% torna rapidamente in circolo e viene usato per la sintesi di nuova emoglobina, il 40% ricompare nell’emoglobina delle emazia più tardivamente, la quota residua passa nei depositi tessutali come ferritina o emosiderina. Esiste quindi un circolo interno del ferro, dai depositi ai tessuti emopoietici mediante la transferrina e dagli organi emopoietici ai tessuti di deposito attraverso l’emoglobina dei globuli rossi invecchiati e distrutti.

Significato clinico della sideremia

Col termine sideremia si indica il ferro presente nel plasma, cioè la quota di ferro che costituisce il ferro di trasporto. Questa indagine viene usualmente eseguita per stabilire lo stato di riserve del ferro nell’organismo. In realtà, il valore della sideremia non può essere considerato un indice fedele perché influenzato da molti fattori come l’età, ad esempio. Inoltre esiste un ciclo diurno del ferro nel plasma: il livello di sideremia si abbassa nel pomeriggio col punto più basso verso le 21, poi aumenta e raggiunge il valore più elevato fra le 7 e le 10 del mattino. Le variazioni nell’ambito della giornata possono arrivare fino al 40% ma ancora maggiori si osservano in determinazioni fatte in giorni diversi. Tutto ciò per dire che la sideremia non è un valore costante, è suscettibile di notevoli variazioni per cui va controllato con spirito critico. Varie possono essere le cause di una diminuzione della sideremia:

-insufficiente apporto di ferro con la dieta;

-insufficiente assorbimento;

-perdite prolungate per emorragie croniche,

-accumulo nelle cellule del SRE nel corso di malattie infettive.

In tutti questi casi, accanto ad una iposideremia i dati di laboratorio rivelano una anemia ipocromica, microcitemia, diminuito contenuto di Hb.

Determinano, invece, un aumento della sideremia:

-aumento della distruzione dei globuli rossi (anemie emolitiche);

-alterata sintesi dell’Hb;

-emosiderosi: conseguente ad una terapia marziale o ripetute trasfusioni, l’eccesso di ferro presente in circolo si deposita nelle cellule del SRE come emosiderina;

-emocromatosi: malattia genetica caratterizzata da estesi depositi di emosiderina non solo nelle cellule del SRE, ma anche nei parenchimi ( fegato e pancreas) e nelle ghiandole a secrezione interna (salivari, surrene, testicoli, tiroide).

Significato clinico della transferrinemia.

Nel plasma solo circa 1/3 è saturata col ferro, quindi è possibile dosare sia la transferrina totale (TIBC = Total Iron Binding Capacity), cioè la capacità totale del plasma di legare il ferro, sia la quota insatura (UIBC=Unsaturated Iron Binding Capacity). Mentre il valore della sideremia è variabile, quello della transferrinemia si mantiene costante e, come limiti, si accettano valori di 300 – 360 mg/dl.