COMPOSTI AZOTATI NON PROTEICI

Nella applicazione alla diagnostica è importantissimo suddividere i composti azotati in una quota proteica ed in una non proteica composta da urea, amminoacidi, ammonio, creatinina, creatina, acido urico, pigmenti biliari, alcuni ormoni e vitamine contenenti azoto, ad altre sostanze ancora. L’azoto non proteico è di estremo interesse per la valutazione delle alterazioni metaboliche e la diagnosi di numerose malattie.

AZOTO TOTALE ED AZOTO NON PROTEICO

La determinazione dell’azoto totale nel sangue, nel siero o in qualsiasi materiale biologico non ha vere e proprie applicazioni cliniche e tantomeno diagnostiche, ciò perché la sua variazione dipende essenzialmente dal contenuto di proteine, che costituiscono la frazione di gran lunga più importante dal punto di vista quantitativo. Assai più rilevante, dal punto di vista clinico, è la determinazione dell’azoto non proteico anche se tale indagine non fa parte della comune pratica di laboratorio potendo essere sostituita dalla determinazione dell’urea. In condizioni patologiche l’azoto non proteico ha un comportamento simile a quello dell’azoto ureico, come si vedrà più avanti; aumenta quindi, anche notevolmente, nelle malattie renali con insufficienza secretoria o escretoria e ritenzione di scorie azotate nel sangue. Inoltre, si verifica un aumento anche in alcune gravi malattie del fegato, negli stati di disidratazione e nelle sindromi con aumentato catabolismo proteico.