Eme ed itteri

La struttura porfirinica dell’eme si trova non solo nell’emoglobina ma anche nella mioglobina ed in alcuni coenzimi eminici tissutali. Tuttavia lo studio del catabolismo dell’eme viene a coincidere con quello emoglobinico poiché il contributo delle restanti emine non rappresenta più del 4%. Il prodotto chiave di questa via catabolica è la bilirubina, allontanata poi con la bile nell’intestino dove subisce una trasformazione, da parte della flora batterica, in alcuni composti affini detti bilinogeni. Il grande rilievo dato alla determinazione di queste sostanze è dovuto al fatto che grazie a loro possono essere riconosciute e classificate diverse alterazioni patologiche. Ad esempio, una alterazione del metabolismo della bilirubina è causa dell’ittero, un fenomeno morboso molto conosciuto e indagato La struttura dell’eme è la seguente

Eme

L’emoglobina contenuta nei globuli rossi arrivati al termine del ciclo vitale viene trasformata nelle cellule del sistema reticolo endoteliale: il ferro e la parte proteica vengono staccati e fatti rientrare nel pool metabolico, mentre il gruppo porfirinico, nonostante la complessità strutturale, è eliminato. La serie di reazioni accade in un tempo assai breve, meno di tre ore, poi ciascuna molecola di eme viene trasformata in una di bilirubina e come tale liberata in circolo. In realtà non tutta la bilirubina deriva dai globuli rossi invecchiati poiché ce n’è una precoce proveniente dal midollo osseo, espressione di una distruzione prematura, intramidollare, di eritrociti non idonei (eritropoiesi inefficace) e che, in alcune condizioni patologiche, può aumentare sensibilmente. La bilirubina, comunque formatasi, è costituta da acido bilirubinico libero, praticamente insolubile in mezzo acquoso, che per arrivare alle cellule epatiche viene veicolato in circolo dall’’albumina; nella cellula epatica la bilirubina viene esterificata con acido glucuronico, diventa un composto polare, sisolubilizza in acqua e può pertanto essere escreto con la bile. Per inciso, la reazione di glucuronazione è un’importante meccanismo di difesa con cui numerose sostanze potenzialmente tossiche vengono neutralizzate dal fegato ed espulse con la bile. La bilirubina coniugata viene escreta dall’epatocita attivamente, in modo da raggiungere nella bile una concentrazione superiore a quella del sangue. Il successivo momento dell’escrezione nel canalicolo biliare è quello limitante la velocità degli altri processi della fase epatica del metabolismo bilirubinico. Una volta nell’intestino, la bilirubina subisce delle trasformazioni ad opera dei batteri intestinali che danno luogo ad un gruppo di almeno tre composti tra loro affini, i bilinogeni. Questi sono composti non colorati ma i prodotti di ossidazione che si formano spontaneamente per azione dell’ossigeno atmosferico, sono quelli che danno il colore alle feci. I bilinogeni non costituiscono l’unico destino dell’eme: una piccola quantità (urobilinogeno, urobilina) si ritrova normalmente anche nelle urine. Ciò è spiegabile ammettendo un parziale riassorbimento di bilinogeni dal tubo intestinale, un passaggio nel sangue portale e un ritorno al fegato dove vengono completamente metabolizzati o riavviati alle vie biliari. E’ questo il cosiddetto “circolo entero-epatico del bilinogeno”. Una piccola quantità sfugge però al recupero epatico, rimane in circolo e viene allontanata con le urine come urobilinogeno; l’eliminazione urinaria aumenta non solo in caso di eccessiva produzione di pigmento biliare, ma anche quando una sofferenza epatica compromette la possibilità di recuperare il bilinogeno dal sangue portale.