La bilirubina nel sangue.

In condizioni normali nel sangue è presente una piccola quantità di bilirubina, da 0.1 a 1.0 mg/dl di siero, che provieniente per la massima parte dalle sedi di distruzione degli eritrociti invecchiati e rimane in circolo, veicolata dall’albumina, fino a quando viene captata dagli epatociti. Si tratta, quindi, di acido bilirubinico non ancora coniugato con acido glucuronico; tuttavia, si può riscontrare anche una piccola quantità di bilirubina idrosolubile, inferiore a 0.20 mg/dl che, probabilmente, è una quota di pigmento già modificato ma che, per il momento, l’epatocita non può allontanare nel canalicolo biliare consentendone, pertanto, un modesto riflusso nel circolo sanguigno. L’esistenza di questi due tipi di bilirubina in condizioni normali ( e più ancora in condizioni patologiche) è di estrema importanza perché queste molecole si comportano in modo diverso nei tests di riconoscimento: quella solubile in acqua reagirà in solventi acquosi mentre l’acido bilirubinico non coniugato reagirà solo in solventi organici. Da ciò deriva, rispettivamente, la dizione di bilirubina “diretta” (presente soprattutto nei casi di stasi biliare) e “indiretta” (rilevabile nei pazienti con ittero emolitico). In vivo, solo la bilirubina coniugata idrosolubile (diretta) può oltrepassare il filtro glomerulare, mentre solo la bilirubina non coniugata (indiretta) può attraversare le membrane cellulari ed accumularsi in quelle cellule ricche di lipidi, come quelle del sistema nervoso. Nella tabella sono riportate alcune delle più importanti caratteristiche chimico-fisiche della bilirubina diretta ed indiretta.

bilirubina