LIPIDI

Metabolismo

L’indispensabilità dei grassi nella dieta è data da almeno due importanti aspetti: il primo è che assieme ai lipidi arrivano all’organismo le vitamine liposolubili (A, D, E, K, H), il secondo è dato dalla resa calorica dato che l’ossidazione completa di un grammo di trigliceridi produce 9,4 cal mentre una eguale quantità di glucosio fornisce 4,1 cal.

Nel lume intestinale i grassi alimentari vengono attaccati da enzimi idrolitici, come ad esempio la lipasi pancreatica, e scissi nei loro componenti, gli acidi grassi, il glicerolo, il colesterolo, l’acido glicerofosforico, ecc.

Tali processi digestivi sono facilitati dalle proprietà emulsionanti dei sali biliari, elaborati dal fegato a partire dal colesterolo ed immessi nella bile. Abbassando la tensione superficiale all’interfaccia lipide-acqua, essi favoriscono la dispersione dei grassi in goccioline finissime sospese nel mezzo acquoso (emulsione) e forniscono agli enzimi lipolitici una grande superficie di attacco.

L’azione delle lipasi trasforma dunque i lipidi in frammenti che, più o meno facilmente, superano la barriera intestinale. All’interno delle stesse cellule dell’epitelio intestinale le molecole assorbite vengono, in gran parte, ricostituite a trigliceridi e fosfatidi, che, attraverso i vasi chiliferi del sistema linfatico ed il dotto toracico, raggiungono il circolo sanguigno. Si spiega così come, dopo un pasto abbondante, il plasma assume una torbidità spiccata per la presenza di aggregati di grasso in sospensione, i chilomicroni.

Una piccola parte di lipidi assorbiti, specie quelli con acidi grassi a catena breve, passano nel sangue del sistema venoso portale e raggiungono direttamente il fegato dove tutti i grassi alimentari vengono elaborati per poter essere distribuiti a tutti i tessuti. Quest’organo utilizza una certa quantità di lipidi assorbiti per il proprio metabolismo energetico, ed altri ne può accumulare come riserva entro le proprie cellule. Per permettere poi che i lipidi, insolubili in acqua, possano liberamente entrare in circolo e raggiungere i tessuti periferici, la cellula epatica sintetizza delle speciali proteine ( lipoproteina A, B, C ) che si caricano in proporzioni qualitativamente e quantitativamente diverse di trigliceridi, fosfolipidi e colesterolo, funzionando come veicoli di trasporto di questi composti nel sangue.

Per gi acidi grassi liberi la stessa funzione di trasporto è svolta dall’albumina, una molecola che può veicolare fino a 20 molecole di acidi grassi.

La via più comune attraverso cui i lipidi vengono utilizzati nei tessuti è la β-ossidazione, dalla lunga molecola di acido grasso vengono via via staccati frammenti a due atomi di carbonio, con liberazione di energia. L’altro componente della molecola dei lipidi, il gicerolo, non può essere direttamente impiegato per la ricostruzione di nuove molecole di trigliceridi per cui viene ossidato a scopo energetico.

Attraverso reazioni biochimiche pressoché identiche, ma inverse a quelle del catabolismo, l’organismo realizza la biosintesi dei lipidi a partire da composti semplici derivati soprattutto dagli zuccheri.

Le indagini di laboratorio in materia di lipidi sono centrate sulla determinazione delle frazioni lipidiche più importanti, colesterolo, trigliceridi, acidi grassi non esterificati. Poiché tutti i lipidi circolano nel sangue veicolati dalle proteine, gran parte degli squilibri lipidici (dislipidemie) possono essere valutati attraverso il comportamento dei complessi lipoproteici.

I valori normali delle principali componenti lipidiche del plasma sono i seguenti:

Trigliceridi 50 – 200 mg/dl

Colesterolo totale 160 – 220 mg/dl

Acidi grassi liberi ( NEFA) 3.0 – 18 mg/dl.

 

I lipidi plasmatici in condizioni patologiche

Un aumento dei lipidi plasmatici a digiuno può verificarsi in un gran numero di malattie che, per cause e con meccanismi diversi, arrivano a provocare un rallentamento od un intoppo nel metabolismo intermedio. Spesso si tratta di un danno complesso ed aspecifico conseguente a malattia di uno o più di quegli organi ( fegato, pancreas, tiroide ed altre ghiandole endocrine, ecc. ) la cui funzione è, anche indirettamente, interessata nella regolazione del metabolismo intermedio.

Su basi del tutto diverse si svolge il ricambio degli acidi grassi liberi (NEFA) il cui comportamento nel sangue è indipendente da quello degli altri lipidi. Essi sono destinati ad una rapida ossidazione con alta resa calorica. La loro permanenza in circolo è pertanto brevissima (1 – 3 minuti), e così come vengono rapidamente utilizzati altrettanto rapidamente vengono risintetizzati, non solo a partire dai trigliceridi ma anche dal ricambio dei glucidi e degli amminoacidi. Un aumento dei NEFA si osserva quando si ha una eccessiva mobilizzazione dei trigliceridi dai depositi ( digiuno, esercizio fisico intenso, diabete ), per cui ben diverse sono le indicazioni diagnostiche derivabili dal loro comportamento nel sangue, rispetto alle altre costanti lipidiche.

Per quel che riguarda queste ultime, si può osservare un aumento del colesterolo, dei trigliceridi e dei fosfolipidi nel 1) diabete mellito, perché il difettoso utilizzo del glucosio porta ad una eccessiva mobilizzazione dei lipidi tissutali; 2) malattie del fegato, poiché questo è l’organo che regola il metabolismo intermedio e, per i lipidi, è quello che li elabora, distribuisce e in parte accumula quelli che provengono dall’assorbimento intestinale, compie la sintesi delle lipoproteine, è il punto chiave per il metabolismo del colesterolo, ecc.

Tuttavia, lo scopo diagnostico fondamentale del dosaggio lipidico è la correlazione accertata tra anomalie dei lipidi plasmatici e insorgenza di malattie cardiovascolari su base arteriosclerotica. Quindi la determinazione dei lipidi plasmatici viene estesamente impiegata per valutare i rischi d’insorgenza delle complicazioni cardiovascolari come l’infarto del miocardio, le trombo-embolie cerebrali, le arteriopatie periferiche, ecc. che hanno larghissima incidenza nella popolazione.