COLESTEROLO

Appartiene al gruppo degli steroidi, anzi è lo steroide più abbondante nei tessuti animali. All’interno delle cellule il colesterolo partecipa alla composizione delle membrane cellulari e degli organelli citoplasmatici, è particolarmente rappresentato nel sistema nervoso e nella corteccia surrenale. Se in questa ghiandola si attiva la sintesi degli ormoni corticosteroidi, il contenuto di colesterolo diminuisce, a riprova del fatto che la formazione di questi ormoni avviene a spese del colesterolo.

L’assorbimento di origine alimentare richiede la presenza di succo pancreatico che idrolizza gli esteri, e di acidi biliari che col colesterolo formano complessi idrosolubili; l’assorbimento è totale, indi viene incorporato nei chilomicroni della linfa e condotto al fegato. Il ruolo del fegato nel metabolismo del colesterolo è fondamentale. In primo luogo ne regola il livello ematico e le modalità di trasporto nel sangue, che avviene grazie alle lipoproteine, specie le B (LDL). In particolare, dipende dal fegato la quantità di colesterolo che nel sangue è legata con acidi grassi; in questo stesso organo si svolgono anche le tappe che riguardano la trasformazione del colesterolo in altre sostanze (steroidi ormonali e soprattutto sali biliari) inclusa la sua escrezione che avviene interamente con la bile, in buona parte previa trasformazione in acidi biliari.

Difatti, nella bile epatica si trovano 80 –100 mg/dl di colesterolo e ciò corrisponde ad un’eliminazione giornaliera di circa 800 mg.

E’ molto importante rilevare che la quantità di colesterolo eliminata con la bile è sensibilmente superiore a quella introdotta giornalmente con gli alimenti. Infatti la maggior parte del colesterolo presente nell’organismo proviene da una sintesi effettuata dall’organismo stesso.

Il fegato, assieme alla mucosa intestinale, è la sede principale della produzione endogena di colesterolo che ammonta a circa 2 grammi nelle 24 ore e sembra regolata soprattutto dalla quantità di glucosio circolante. Un eccesso di colesterolo alimentare deprime la sintesi endogena e viceversa, fatto che spiega la difficoltà di ottenere abbassamenti significativi di colesterolo ematico variando la dieta.

Significato clinico della colesterolemia.

La grande considerazione che la determinazione del colesterolo nel siero raccoglie da tempo, è che un eccesso di questo steroide può causare particolari lesioni della parete delle arterie. Nell’arteriosclerosi si osservano deposizioni lipidiche nello strato più profondo (intima) della parete arteriosa, cui può conseguire colliquazione ed ulcerazione della parete stessa con processi localizzati di coagulazione sanguigna che contribuiscono a ridurre il lume arterioso e qualche volta lo occludono (trombosi). Talvolta frammenti solidi di materiale necrotico o di sangue coagulato vengono trascinati via dalla corrente sanguigna e vanno ad occludere in modo improvviso un’arteria periferica di più piccolo calibro (embolia). Il cessato apporto di sangue arterioso provoca una grave sofferenza dei tessuti (ischemia) che non può ricevere compenso dal circolo collaterale e si traduce nella morte (necrosi) della zona di tessuto interessato.

Da tutto ciò si evince come lo scopo primario della determinazione ematica del colesterolo è valutare il rischio che un individuo ha di avere lesioni arteriose; determinazione che, tuttavia, non fornisce una “certezza” ma solo una valutazione di probabilità.

Ciò perché molti sono i fattori che influenzano la malattia arteriosclerotica quali l’ipertensione, l’obesità, il diabete, la sedentarietà, ecc.