ACIDI GRASSI LIBERI (NEFA)

La gran parte degli acidi grassi presenti nel plasma si trova combinata con il glicerolo (trigliceridi, fosfolipidi), con il colesterolo e con altre sostanze meno diffuse. Una piccola parte, circa il 5%, non è esterificata e circola libera nel plasma veicolata principalmente dall’albumina e, per meno di un terzo, dalle lipoproteine.

Questi acidi grassi liberi vengono indicati come NEFA (Non Esterified Fatty Acids) ed ammontano a 3.0 – 18 mg/dl.

Questo valore così basso è dato dal fatto che il tempo di dimezzamento degli acidi grassi liberi plasmatici è di solo 1-3 minuti, cioè in questo breve tempo la metà degli acidi grassi liberi viene metabolizzata e sostituita da nuove molecole analoghe. Tale elevata velocità di turnover fa sì che nonostante il basso contenuto di acidi grassi liberi per volume di plasma, il loro contributo al metabolismo intermedio è assai notevole.

 Metabolismo

La fonte principale degli acidi grassi liberi del plasma è l’idrolisi dei trigliceridi depositati nel tessuto adiposo; l’idrolisi è opera di una lipasi attivata dal coenzima cAMP la cui formazione, a sua volta, è opera dell’ adenilatociclasi, un enzima su cui agiscono vari ormoni sia in modo “attivante” (catecolamine, ACTH) che “inibente” (insulina, prostaglandine).

La funzione di questo sistema lipolitico rappresenta un momento fondamentale del controllo qualitativo e quantitativo del ricambio energetico.

La rimozione dei NEFA dal plasma richiede il loro passaggio nello spazio extra vascolare e la loro penetrazione nelle cellule dove vengono ossidati con produzione di energia, così come avviene nel tessuto miocardio, nel fegato ed altri parenchimi.

Qualora i NEFA siano in eccesso, essi possono ritornare nelle cellule adipose per ricostituire molecole di trigliceridi.

Poiché il destino metabolico fondamentale dei NEFA è rappresentato dall’ossidazione intracellulare a scopo energetico, è evidente che essi si trovano in competizione con sostanze aventi analoghi compiti, e segnatamente col glucosio. In effetti la mobilizzazione e la utilizzazione degli acidi grassi viene esaltata quando è ostacolata quella del glucosio, e viceversa. Un esempio è nel digiuno protratto: quando la disponibilità di glucosio diminuisce, il tasso ematico dei NEFA aumenta, proprio perché viene ad incrementarsi l’utilizzazione delle riserve adipose.

In condizioni patologiche i più spiccati aumenti dei NEFA si osservano nel coma diabetico, verificandosi una intensa lipolisi delle riserve adipose nell’intento di sopperire, con la mobilizzazione degli acidi grassi, alla carenza energetica dovuta alla mancata utilizzazione del glucosio.

Dal punto di vista del significato diagnostico, nonostante la rilevante importanza biologica, il dosaggio dei NEFA appare di scarsa rilevanza nella valutazione delle dislipidemie preferendosi la determinazione delle altre frazioni lipidiche.