RAPPORTO ALBUMINA/GLOBULINE

La determinazione delle proteine totali è una condizione necessaria ma non sufficiente dal punto di vista diagnostico perché non è in grado di evidenziare le alterazioni qualitative della composizione proteica del plasma. L’aumento o la diminuzione di una o più frazioni proteiche il più delle volte sono senza conseguenze sul dato della proteinemia totale poiché l’aumento di certe frazioni proteiche è compensato da una contemporanea diminuzione di altre. Da ciò si capisce come la determinazione delle proteine totali nel siero deve essere accompagnata, di regola, da uno studio qualitativo delle stesse.

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Tuttavia, il valore del rapporto quantitativo fra albumina e globuline conserva una valenza diagnostica poiché, in caso di eventi morbosi, l’albumina diminuisce mentre aumentano le globuline determinandosi così un abbassamento del loro rapporto quantitativo.bIl gruppo complesso delle globuline aumenta in molte e diverse occasioni morbose che possono interessare una o più frazioni globuliniche o tipi di globuline. Nel corso di malattie flogistiche o degenerative in atto, l’aumento riguarda quelle frazioni globuliniche a rapida mobilità elettroforetica, mentre le malattie croniche determinano un incremento, spesso massivo, di quelle più lente (γ-globuline).bCol frazionamento elettroforetico il comportamento dei vari tipi di globuline può essere esaminato con maggior precisione dato che l’abbassamento del rapporto albumina/globuline può avere diverse cause fisiopatologiche e verificarsi in un gran numero di eventi morbosi. Nella pratica clinica le modificazioni più importanti del rapporto albumina/globulina si osservano in corso di:

  • malattie infettive croniche (aumento di globuline a funzione anticorpale);
  • gammopatie monoclonali (forte aumento di un tipo di immunoglobulina);
  • sindrome nefrosica (diminuzione di albumina, aumento di α e β-globuline);
  • epatopatie croniche (forte diminuzione di albumina, forte aumento di γ globuline).

Da valori normali del rapporto (1.2 – 2.0 per quantità di albumina di 3.5 – 5.0 g/dl) si assiste facilmente ad un abbassamento al di sotto dell’unità (inversione del rapporto). Il comportamento più tipicamente patologico del rapporto albumina/globuline si osserva nelle epatopatie croniche (cirrosi epatiche, ecc.) in cui alla marcata diminuzione dell’albumina per la sofferenza degli epatociti si associa una spiccata produzione di γ-globuline per l’attivazione dei linfociti e plasmacellule che producono immunoglobuline. In effetti, però, nessuna disprotidemia può essere valutata correttamente con la sola determinazione dell’albumina e delle globuline senza far ricorso all’analisi elettroforetica.