PROTEINE TOTALI

Significato clinico.

I valori normali delle proteine totali stanno fra 6.0 e 8.0 g/dl comprendendo, quindi, un intervallo ampio se si tiene conto che i limiti della variabilità patologica sono assai più ristretti che in molti altri casi. Infatti variazioni di solo 2.0 g/dl sopra o sotto la norma sono abbastanza rare, mentre valori inferiori o superiori rispettivamente a 4.0 e a 10.0 g/dl risultano del tutto sporadici. In effetti, anche se molte sieroproteine, in modo indipendente le une dalle altre, possono andare incontro ad alterazioni quantitative e qualitative di un certo rilievo a seconda del fenomeno morboso in atto, le variazioni spesso si compensano in tutto o in parte fra loro, oppure finiscono con l’attenuarsi per l’equilibrio che tende ad instaurarsi con le proteine dello spazio extravascolare e con le stesse proteine tissutali. Pertanto, il valore della proteinemia totale del plasma è piuttosto stabile e solo in casi patologici può dare una indicazione diagnostica di malattie capaci di influenzare profondamente il complesso dei costituenti proteici plasmatici. Non di rado, però, le variazioni delle plasma-proteine anziché configurare una reale alterazione del patrimonio proteico, possono dipendere semplicemente da una modificazione del volume plasmatico per perdita o eccesso di acqua. Nel primo caso si verifica una concentrazione delle proteine e degli elementi cellulari, nel secondo una emodiluizione per cui i valori appaiono diminuiti. Importanti sono le conseguenze di uno stato di disidratazione che si verifica in molte condizioni morbose (diabete scompensato, vomito e diarrea protratti, ecc.) nelle quali la emoconcentrazione può nascondere l’esistenza di un grave deficit del patrimonio proteico. Nelle varie situazioni cliniche, le variazioni in difetto delle proteine totali sono senz’altro più frequenti di quelle in aumento, ed in linea di massima si può dire che mentre le prime dipendono dalla diminuzione dell’albumina e comunque non avvengono mai senza il prevalente interessamento di questa, gli aumenti del contenuto siero proteico sono legati ad un eccesso delle globuline, eccesso che spesso si accompagna ad una riduzione assoluta o relativa dell’albumina. Una diminuzione delle proteine totali si verifica per:

  1. Insufficiente apporto proteico: dieta ipoproteica o carente di amminoacidi essenziali, grave insufficienza pancreatica, sindromi da malassorbimento;
  2. Perdita di proteine: forti proteinurie, ustioni, neoplasie;
  3. Eccessivo catabolismo proteico: affezioni della tiroide, diabete mellito non controllato. Situazioni fisiologiche che comportano un dispendio proteico sono rappresentate dalla gravidanza e dall’allattamento;
  4. Difetto di sintesi proteiche: epatopatie croniche, carenze polivitaminiche e di amminoacidi essenziali;

Un aumento delle proteine totali al di sopra di 8.5 – 9.0 g/dl è assai più difficile da osservarsi, consegue in genere ad un forte aumento delle gammaglobuline e può verificarsi, nonostante una concomitante diminuzione dell’albumina, in corso di epatiti croniche e di cirrosi epatiche.