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2015

Hai l’influenza? Devi dormire

“Hai l’influenza? Devi dormire!“ Chi l’avrebbe mai detto che con il rimedio della nonna, dormire tanto per curare l’influenza, avremmo riscontrato una solida base scientifica? È stata scoperta la proteina, individuata per ora nel cervello dei topi, che migliora il potere di guarigione garantito dal sonno. La conferma della correttezza del ‘rimedio’ è stata pubblicata sulle riviste Brain, Behavior, and Immunity.

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La scoperta potrebbe portare allo sviluppo di innovativi farmaci per combattere l’influenza in modo completamente nuovo. A far luce sul segreto nascosto dietro questa semplicissima ‘cura’ è la scoperta del meccanismo d’azione di una molecola prodotta dal cervello chiamata Acpb. Questa proteina innescherebbe, durante il sonno, una catena di azioni antinfiammatorie che combatterebbero i sintomi dall’influenza, favorendo il processo di guarigione. I ricercatori, dell’Università di Washington guidato da James Krueger, sono arrivati a questo risultato analizzando il decorso dell’influenza provocata dal virus H1N1 su due gruppi di topi, uno ‘sano’ e l’altro privato geneticamente della proteina Acpb. I topi normali hanno mostrato le tipiche risposte e dormito molto, mentre quelli privi di questa molecola hanno dormito meno dei topi normali, sviluppato sintomi più gravi e una mortalità più elevata. La scoperta potrebbe quindi portare allo sviluppo di una nuova generazione di farmaci, sotto forma di spray nasali, a base di Acpb per aiutare l’organismo a combattere influenza.

La nonna ha sempre ragione e i suoi rimedi sono quasi sempre infallibili.

Pillola dei 5 giorni dopo, nella Ue senza ricetta

Niente più prescrizione medica per la pillola dei 5 giorni dopo. È arrivata infatti la delibera della Commissione europea che, a seguito del parere del comitato tecnico dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) del 21 novembre, cancella l’obbligo di ricetta per ottenere il farmaco per la contraccezione d’emergenza. Ma in Italia si rischia il caos: il nostro Paese è ancora oggi l’unico in Ue che richiede anche un test di gravidanza per ottenere la prescrizione medica. Spiega Alberto Aiuto, amministratore delegato della filiale italiana di Hra Pharma, aziende produttrice della pillola (ulipristal acetato): «Un anno fa l’azienda aveva inoltrato all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) una richiesta per l’abolizione del test di gravidanza obbligatorio per ottenere la prescrizione del medicinale, presentando gli stessi dati sulla base dei quali l’ente regolatorio europeo ha poi decretato l’abolizione dell’obbligo di ricetta e la cancellazione della controindicazione ‘gravidanza’ nel foglietto illustrativo».

contraccettiviA quanto si apprende, ad aprile scorso la Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa, pur prendendo atto della validità scientifica dei dati presentati, ha ritenuto necessario richiedere un parere in merito al ministero della Salute. Sei mesi, nessuna notizia in materia e a quanto risulta al Consiglio superiore di sanità, organo consultivo del ministero, non sarebbe nemmeno arrivata una richiesta di parere.

INPS, riforma pensioni 2014

INPS E RIFORMA PENSIONI 2014, UIL: FAREMO PROPOSTA PER UN PATTO GENERAZIONALE – “Stiamo mettendo a punto una proposta per un patto generazionale che consenta di dare stabilità ai giovani e flessibilità in uscita agli anziani, realizzando le condizioni per una sorta di staffetta tra generazioni”. Lo ha annunciato il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo, intervenuto questa mattina al convegno sul tema “Previdenza, risparmio e Tfr nel dibattito di politica economica”. “Non si può andare in pensione tutti alla stessa età – ha aggiunto Barbagallo – L’altra questione, annosa e mai risolta, che deve essere affrontata riguarda la separazione della previdenza dall’assistenza: solo in questo modo può essere chiaro a tutti che il sistema è in equilibrio. Peraltro che sia così, ce lo conferma anche l’ultimo rapporto del Nucleo sulla previdenza dal quale si evince che a fronte di 111 miliardi di contributi versati, il costo per le pensioni è stato pari a 106 miliardi – ha detto ancora il leader della Uil – Sono dati importanti anche perché ci aiutano a ricordare che le pensioni, in Italia, sono pagate non dallo Stato, come certa pubblicistica superficiale racconta, ma dai lavoratori e dai datori di lavoro. Certo, se la crisi perdura, se la disoccupazione non diminuisce e se l’economia resta depressa, a lungo andare anche il sistema più sostenibile può presentare qualche crepa. E’ un motivo in più per mettere in campo politiche economiche che puntino davvero alla ripresa e allo sviluppo”.

INPS, QUATTORDICESIMA: IN ARRIVO IL CONGUAGLIO PER I PENSIONATI – E’ previsto per gennaio 2015 il conguaglio sulla quattordicesima per tutti i pensionati; lo comunica l’Inps che ha terminato le verifiche rispetto agli anni 2011 e 2012 e provvederà a estinguere il credito nei confronti dei contribuenti in pensione che ne hanno diritto. Le verifiche sono state effettuare in base alla dichiarazione dei redditi effettuata nel 2011: la cosiddetta quattordicesima, che è corrisposta con la pensione di luglio a tutti gli ex-lavoratori autonomi e dipendenti con un determinato reddito, è regolata dalla Legga n° 127 del 2007. Il pensionato che ha diritto alla quattordicesima ha un’età di 64 anni e un reddito non superiore a una volta e mezzo il trattamento minimo di pensione. Varia anche la quota che si riceve in base all’ammontare dei contributi versati: 336 euro per tutti gli ex-lavoratori dipendenti che hanno versato contributi per non più di 15 anni, e per gli ex-lavoratori autonomi che hanno un’anzianità contributiva non più bassa di 18 anni; 420 euro invece per gli ex-lavoratori dipendenti che hanno versato i contributi per più di 15 anni ma meno di 25 e per i pensionati ex-lavoratori autonomi che hanno un’anzianità contributiva maggiore a 18, ma inferiore a 28 anni. Infine, tutti gli ex-lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno versato contributi per più di 25 e 28 anni rispettivamente, hanno diritto ad una quota di 504 euro. Per tutti i pensionati che sono stati verificati a credito l’importo esatto verrà corrisposto a gennaio 2015, stesso periodo in cui verrà revocato il diritto alla quattordicesima a tutti coloro che non rispettano più i requisiti per ottenerla.