Il seno è costituito da un insieme di ghiandole e tessuto adiposo posto tra la pelle e la parete del torace.

Quindi non è una ghiandola sola, ma un insieme di strutture ghiandolari, chiamate lobuli, unite tra loro a formare un lobo.  In un seno vi sono da 15 a 20 lobi. Il latte giunge al capezzolo dai lobuli attraverso piccoli tubi chiamati dotti galattofori (o lattiferi).

Il tumore al seno è una malattia potenzialmente grave se non è individuata e curata per tempo. È dovuto alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne.

Ciò significa che hanno la capacità di staccarsi dal tessuto che le ha generate per invadere i tessuti circostanti e, col tempo, anche gli altri organi del corpo. In teoria si possono formare tumori da tutti i tipi di tessuti del seno, ma i più frequenti nascono dalle cellule ghiandolari (dai lobuli) o da quelle che formano la parete dei dotti. Oltre a colpire le donne colpisce anche gli uomini.

 

Cause

Le cause di tumore al seno non sono ancora ben note anche se sono stati evidenziati alcuni fattori di rischio a cui bisogna prestare attenzione come la presenza in famiglia di un tumore al seno (familiarità), una dieta ad alto contenuto di grassi, zucchero o sale, l’obesità e il sovrappeso, l’età superiore a 30 anni, il fumo, l’alcol.

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Curiosità

In Giappone, l’incidenza di tumore al seno tra le donne è bassissima rispetto al resto del mondo. Si pensa che questo dato sia legato alle abitudini alimentari autoctone. Infatti si pensa che la Soia, assunta fin dalla tenera età normalmente nella dieta, riduca di parecchio l’incidenza tumorale.

Allattare i figli  aiuta a combattere il tumore del seno, perché l’allattamento consente alla cellula del seno di completare la sua maturazione e quindi di essere più resistente a eventuali trasformazioni neoplastiche.

 

Segni e sintomi:

In genere le forme iniziali di tumore del seno non provocano dolore.  Uno studio effettuato su quasi mille donne con dolore al seno ha dimostrato che solo lo 0,4 per cento di esse aveva una lesione maligna, mentre nel 12,3 per cento erano presenti lesioni benigne (come le cisti) e nel resto dei casi non vi era alcuna lesione.
Il dolore era provocato solo dalle naturali variazioni degli ormoni durante il ciclo.

Da cercare, invece, sono gli eventuali noduli palpabili o addirittura visibili. La metà dei casi di tumore del seno si presenta nel quadrante superiore esterno della mammella.

I segni e i sintomi a cui bisogna prestare attenzione per poi rivolgersi immediatamente al medico sono:

-Ispessimento o gonfiore del seno

-Dolore e ipersensibilità

-Cambiamento insolito nella dimensione o nella forma del seno

-Nodulo visibile

-Infiammazione del seno che a sua volta diventa rosso e gonfio

-Un seno insolitamente di volume inferiore rispetto all’altro

-Forma insolita del seno / fossette sulla pelle del seno

-Cambiamenti della pelle del seno simile alla buccia d’arancia

-Retrazione del capezzolo

-Cambiamento della pelle del capezzolo: desquamazione, secchezza

-Sanguinamento dal capezzolo

-Inspiegabile perdita di peso

-Estrema stanchezza

-Ittero (“ingiallimento”) della pelle e degli occhi che può essere sintomo di un carcinoma mammario avanzato

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L’autopalpazione del seno

L’autopalpazione del seno è importante per individuare il tumore mammario in fase iniziale ma non sostituisce la visita dal ginecologo o dal senologo che deve comunque avvenire almeno una volta l’anno.

L’autopalpazione è un esame che ogni donna può effettuare comodamente a casa propria: permette di conoscere profondamente l’aspetto e la struttura normale del seno e quindi di poter cogliere precocemente qualsiasi cambiamento. L’esame si svolge in due fasi:

  • l’osservazione permette di individuare mutazioni nella forma del seno o del capezzolo,
  • la palpazione può far scoprire la presenza di piccoli noduli che prima non c’erano.

A partire dai 20 anni l’esame può essere effettuato una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo. Rispettare questi tempi è importante perché la struttura del seno si modifica in base ai cambiamenti ormonali mensili, e si potrebbero di conseguenza creare, in alcuni casi, confusioni o falsi allarmi.

È bene ricordare che, oltre agli ormoni, anche l’età, il peso corporeo, la familiarità e l’uso di contraccettivi orali influenzano la struttura del seno che, a volte, specialmente nelle donne giovani, si presenta particolarmente densa e difficile da valutare correttamente con l’autoesame.

Tra i 40 e i 50 anni l’incidenza (cioè i numero di nuovi casi) del tumore del seno aumenta in modo rapido e costante e quindi le donne in questa fascia di età non possono rinunciare all’autopalpazione come strumento di prevenzione. Con il sopraggiungere della menopausa, l’esame può essere eseguito indifferentemente in qualunque periodo del mese e deve essere effettuato con regolarità anche e soprattutto dalle over 60 poiché il picco di incidenza (numero di nuovi casi) del tumore del seno si colloca proprio tra i 65 e i 70 anni.

Quindi l’autopalpazione rappresenta un primo strumento di prevenzione del tumore del seno ma da sola non può bastare e deve essere abbinata, a partire dai 45-50 anni, o anche prima in caso di familiarità o alterazioni, a visite senologiche ed esami strumentali più precisi come ecografia o mammografia. 

Per eseguire un’autovalutazione efficace bisogna impiegare non meno di 15 minuti nella palpazione dei seni.

L’autoesame (osservazione)

Sedetevi davanti a uno specchio con le braccia al vostro fianco. Controllate il seno per valutare variazioni di dimensione, forma e contorno. Verificate la presenza di gonfiore, fossette o increspature della pelle. Se il seno è prosperoso, alzatelo per ispezionare anche la parte inferiore.

Il seno va palpato con delicatezza tenendo le braccia in posizioni diverse: all’inizio lungo i fianchi, poi sollevate, piegate dietro la testa o piegando la testa in basso con le braccia stese, infine con le mani sui fianchi e spingendo per contrarre i muscoli pettorali.

L’autopalpazione

Per l’autopalpazione in posizione sdraiata occorre mettersi in una posizione corretta, per esempio con un cuscino sotto la spalla e il braccio dello stesso lato piegato dietro la testa. La mano deve premere a piatto sul seno e compiere movimenti circolari concentrici. Infine occorre stringere il capezzolo con delicatezza tra pollice e indice e controllare se esce sangue o una secrezione scura. La stessa cosa va fatta dall’altro lato. Qualora si riscontri una anomalia, bisogna rivolgersi al proprio medico.

Come palpare il seno?

Il seno va palpato con la parte interna dei polpastrelli, partendo dal cavo ascellare e facendo piccoli movimenti circolari, disegnando una spirale (dall’esterno verso il  capezzolo), poi muovendo la mano dall’alto verso il basso e, successivamente dall’esterno verso il capezzolo, disegnando una sorta di stella. Se hai dei dubbi su come palparti il seno, rivolgiti al tuo medico ginecologo o al senologo; loro possono insegnarti ad eseguire in modo corretto il movimenti di autopalpazione.

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Per la sua prevenzione

È possibile ridurre il proprio rischio di ammalarsi con un comportamento attento e con pochi esami di controllo elencati più sotto È bene fare esercizio fisico  e alimentarsi con pochi grassi e molti vegetali  (frutta e verdura, in particolare broccoli e cavoli, cipolle, tè verde e pomodori).

Anche allattare i figli  aiuta a combattere il tumore del seno, perché l’allattamento consente alla cellula del seno di completare la sua maturazione e quindi di essere più resistente a eventuali trasformazioni neoplastiche.

La mammografia  è il metodo attualmente più efficace per la diagnosi precoce. L’Osservatorio nazionale screening, dipendente dal Ministero, suggerisce una mammografia ogni 2 anni, dai 50 ai 69 anni di età, ma la cadenza può variare a seconda delle considerazioni del medico sulla storia personale di ogni donna. Nelle donne che hanno avuto una madre o una sorella malata in genere si comincia prima, verso i 40-45 anni.

L’ecografia  è un esame molto utile per esaminare il seno giovane, dato che in questo caso la mammografia non è adatta. Si consiglia di farvi ricorso, su suggerimento del medico, in caso di comparsa di noduli.

La visita: è buona abitudine fare una visita del seno presso un ginecologo o un medico esperto almeno una volta l’anno, indipendentemente dall’età.

L’autopalpazione: è una tecnica che consente alla donna di individuare precocemente eventuali trasformazioni del proprio seno. La sua efficacia in termini di screening è però molto bassa: questo significa che costituisce un di più rispetto alla sola visita e alla mammografia a partire dall’età consigliata, ma non può sostituirle

La mammografia e l’ecografia

La mammografia è un esame radiologico a raggi X, che può rivelare la presenza di un eventuale tumore della mammella ad una fase iniziale, quando è ancora troppo piccolo per essere individuato alla vista o alla palpazione. Più la scoperta di un tumore al seno avviene precocemente maggiori sono le possibilità di successo del trattamento.

La mammografia viene effettuata con apparecchiature particolari che impiegano una bassissima dose di raggi X per cui è possibile eseguire l’esame di routine senza correre rischi. È preferibile eseguire l’esame durante la prima metà del ciclo che corrisponde al periodo in cui il seno è meno teso e meno dolente ed in cui è possibile effettuare una compressione ottimale delle mammelle. Anche se la mammografia impiega dosi bassissime di raggi X è opportuno che non venga eseguita in gravidanza soprattutto durante il primo trimestre.

La mammografia è un esame semplice che non richiede alcun tipo di preparazione. La mammella viene appoggiata su un apposito supporto e quindi compressa delicatamente per mezzo di un apposito strumento allo scopo di consentire una migliore penetrazione dei raggi. Questa operazione dura solamente pochi minuti e non provoca dolore ma solo, in alcuni casi, un lieve e momentaneo disagio.

 

L’ecografia è un esame complementare alla mammografia ed in alcuni casi, per una corretta diagnosi, può essere necessario l’uso di entrambe le metodiche. In particolare l’utilizzazione dell’ecografia viene raccomandata per esaminare le mammelle giovani e le mammelle dense nelle quali può essere difficile riconoscere i segni del tumore.

Il più efficace metodo di diagnosi si raggiunge con l’effettuazione periodica di un controllo specialistico nel corso del quale la paziente viene sottoposta ad esame clinico, mammografia ed ecografia.

In assenza di motivazioni che possono rendere necessario effettuare anticipatamente particolari controlli si raccomanda di eseguire una prima mammografia intorno ai 35 anni, tra i 40 ed i 50 anni eseguire la mammografia ogni 1-2 anni, dopo i 50 anni eseguire una mammografia una volta all’anno.

La dieta preventiva

Diversi studi scientifici hanno dimostrato l’utilità di una dieta particolare nella prevenzione delle ricadute del cancro del seno in donne già colpite. Ora si sta valutando l’utilità della stessa dieta nella prevenzione primaria, ovvero in chi non ha ancora sviluppato la malattia. Alla base di questa alimentazione c’è un apporto elevato di fitoestrogeni (ormoni vegetali simili agli estrogeni femminili che sono contenuti principalmente nella soia e nei suoi derivati, ma anche nelle alghe, nei semi di lino, nel cavolo, nei legumi, nei frutti di bosco, nei cereali integrali). Inoltre vanno limitati gli zuccheri raffinati, che hanno l’effetto di innalzare l’insulina nel sangue e quindi di indurre il diabete, a favore di zuccheri grezzi e di amidi.

Si consiglia di consumare molte crucifere (rape, senape, rucola, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, ravanelli, cavolo) perché agiscono in modo positivo nei confronti del metabolismo degli ormoni.
Infine è bene privilegiare il pesce rispetto alle altre proteine animali, accompagnato da grandi quantità di fibre (attraverso il consumo di frutta, cereali, verdura, legumi). Da limitare l’apporto di latticini e uova, tenendo però d’occhio la quantità totale di calcio per prevenire l’osteoporosi.

ATTENZIONE. LE INFORMAZIONI PRESENTI IN QUESTA PAGINA, IN QUESTO SITO NON SOSTITUISCONO IN ALCUN MODO IL PARERE DEL MEDICO.

SE HAI DEI DUBBI, DI QUALSIASI NATURA, RIVOLGITI AL TUO MEDICO DI FAMIGLIA CHE SAPRÀ DARTI LE GIUSTE RISPOSTE.